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Notizie di Scommesse

Francia

In questa pagina trovate articoli riguardanti Francia.
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Pronostico Francia – Germania Quote scommesse UEFA Nations League

Partita: Francia – Germania UEFA Nations League
Data: 16/10/2018 – ore 20:45
Pronostico di scommesse: Francia
* Quota: 1,72 (del 15/10/2018 alle ore 18:10)
Bookie: Bet365

Partita fondamentale per il Gruppo 1 della Lega A nell’UEFA Nations League, giunta alla sua quarta giornata, il confronto tra la Francia capolista e la Germania ultima e in crisi conclamata, con l’allenatore Joachim Löw in bilico. Si gioca allo “Stade de France” di Saint Denis, quindi a Parigi, alle 20.45 di martedì 16 ottobre 2018.

Dopo aver vinto la Coppa del Mondo, la Francia è ripartita in modo non particolarmente deciso, avendo pareggiato senza reti nella gara di esordio della nuova manifestazione europea proprio in Germania. Poi c’è stata la vittoria con l’Olanda per 2 a 1 che ha proiettato i “Galletti” al primo posto del girone, mentre la squadra tedesca è incocciata in una delle peggiori sue partite di questo periodo, quando dovrebbe invece mostrare di avere rialzato la testa dopo un brutto mondiale: perdere con l’Olanda è per la Germania sempre un brutto momento, considerata la storica rivalità calcistica tra i due paesi, perdere addirittura 0-3 si può immaginare che cosa scateni.

In tanti si stanno scagliando soprattutto sul commissario tecnico, confermato nonostante i mondiali, accusato però di avere fatto ben poco per correggere la rotta. L’allenatore di una nazionale (in Italia successe anche a Bearzot e a Valcareggi) rischia di “affezionarsi” troppo a quelli che hanno vissuto con lui i momenti più esaltanti, che per quanto riguarda Löw coincidono evidentemente con la vittoria del titolo mondiale del 2014.

E nel mirino ci sono alcuni di questi “senatori”, soprattutto il portiere Manuel Neuer, che in molti vorrebbero lasciasse la custodia della rete tedesca al più giovane ter Stegen. Il problema di Neuer è evidentemente legato ai molti infortuni da lui subiti nell’ultimo periodo, che secondo molti ne hanno minato la qualità. In troppi puntano il dito su un ct che di fatto ha giubilato soltanto Khedira, peraltro malconcio, quando tutta o quasi tutta la vecchia guardia ha deluso. Che farà ora un Löw che deve evidentemente salvare prima di tutto se stesso, anche da chi magari lo critica perché ne vorrebbe prendere il posto?

La Francia si propone come favorita nella vittoria anticipata del girone, ma abbiamo visto come non sia tutto oro quello che luccica, cosa normale quando si ha un appagamento dopo la vittoria di un Mondiale, che è il successo più importante che una nazionale possa vivere. Certo, la squadra di Didier Deschamps ha il suo destino nelle proprie mani. Nell’amichevole giocata l’11 ottobre scorso, non è andata oltre il pareggio con l’Islanda, che ai mondiali non si era dimostrata formazione particolarmente temibile. Certo, in amichevole si ha sempre un atteggiamento diverso, e magari i ct ne approfittano per fare qualche esperimento. Diversa dovrebbe essere la storia in una classica come questa, per di più con un obiettivo concreto.

Entrambe le squadre hanno un’assenza di spicco. Nei “Bleus” mancherà Thauvin. L’esterno offensivo dell’Olympique Marsiglia si è infortunato al piede destro e quindi ha lasciato il ritiro della nazionale. Quanto alla Germania, Jerome Boateng si è fatto male al polpaccio durante la partita di Amsterdam, e al suo posto Niklas Suele è favorito nel ballottaggio con Jonathan Tah.

Ovviamente la Francia torna ai titolari, dopo gli esperimenti in amichevole: in campo un 4-3-3 con Lloris tra i pali, Varane e Kimpembe davanti a lui in difesa, terzini Pavard e Hernandez, in mediana Kanté, Pogba e Matuidi, mentre il trio di attacco dovrebbe essere composto da Mbappé, Giroud e Griezmann.

La Germania, al di là delle polemiche, dovrebbe rimanere quella consueta, con qualche cambiamento. Capiremo se in porta verrà ancora data fiducia a Neuer oppure toccherà a ter Stegen o Leno. Modulo speculare, ossia 4-3-3 con una difesa composta da Ginter, Süle, Hummels e Schulz, centrocampo con Kimmich, Rudy e Kroos, tridente affidato a Brandt, Draxler e Sane.

Trenta i precedenti di questa grande classica del calcio europeo e mondiale. La Francia è avanti nei confronti diretti con 13 vittorie contro 9 della Germania, mentre i pareggi sono otto, compreso evidentemente quello della partita di andata, giocata lo scorso 6 settembre e come detto terminata senza reti.

Francia – Germania pronostico

Francia – Germania: fattore campo e crisi della squadra tedesca spostano il pronostico in maniera decisa verso la formazione transalpina.

Francia – Germania quote scommesse*

Bet365: Francia 1,72/ pareggio 4,10/ Germania 5,00
SNAI: Francia 1,73/ pareggio 3,80/ Germania 4,50
(Quote scommesse del 15/10/2018 alle ore 18:10)

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Pronostico Germania – Francia Quote scommesse UEFA Nations League

­­­­­­­­­­­­­­Partita: Germania – Francia UEFA Nations League
Data: 06/09/2018 – ore 20:45
Pronostico di scommesse: Germania
* Quota: 2,50 (del 05/09/2018 alle ore 05:40)
Bookie: Bet365

Finora, tra un mondiale ed un europeo, le nazionali del Vecchio Continente si arrangiavano come potevano con le amichevoli, e c’erano squadre che, non dovendo disputare la qualificazione per l’uno o per l’altro, erano costrette a quel tipo di gare per misurare la propria forza e capacità. Ma le amichevoli spesso non indicano l’esatto grado di competitività.

L’UEFA presieduta da Alexsander Ceferin ritiene di aver trovato il rimedio con questa nuova competizione, intitolata UEFA Nations League, una sorta di Champions League non per club ma per nazionali. Le amichevoli non spariranno del tutto, ma in buona parte, e generalmente saranno intercontinentali (come l’imminente Germania – Perù) oppure autentiche sgambate con qualche squadra di club. La Nations League nasce dunque come occasione per i vari team di misurarsi con partite vere, con qualche cosa in palio, almeno secondo il progetto.

La partita che inaugura la Lega A di questo torneo è davvero una classica, in programma alle 20.45 di giovedì 6 settembre all’ “Allianz Arena” di Monaco di Baviera: di fronte la Germania e la Francia. Una grande delusa contro la squadra appena salita sul tetto del mondo.

Tra poco entreremo nel merito di questa competizione, prima ovviamente occorre capire e spiegare come funzionerà questo nuovo torneo, che ci accompagnerà più o meno in tutte le pause di campionato, compresa la nostra Serie B, che ha sacrificato la propria visibilità alle richieste di alcuni club che hanno nella loro rosa dei giocatori (in genere stranieri) nel giro delle rispettive nazionali e si ritrovavano la squadra decimata ad ogni convocazione diramata dai vari ct.

Essendo organizzata dall’ UEFA, la Nations League è una competizione a livello europeo. Ciò significa che interessa le nazioni (e le nazionali) del Vecchio Continente. Vi sono impegnate 55 nazionali, suddivise in quattro leghe: fa fede il Coefficiente UEFA, ossia il ranking europeo. Nella Lega A, la principale, vi saranno le squadre dal primo al dodicesimo posto, nella Lega B dal posto 13 al 24, nella C dal 25 al 39, infine nella Lega D dal posto 40 al 55.

All’interno di ogni lega, le squadre vengono suddivise in fasce, ossia gironi, sempre sulla base del coefficiente, in modo tale che si affrontino in genere nazionali di pari valore. Ne è un esempio proprio la sfida che inaugura il torneo. Le prime due leghe, la A e la B, sono entrambe suddivise in tre fasce, le altre due in quattro.

Come avviene nei campionati nazionali, le quattro vincitrici dei gironi della Lega A alla fine del torneo si qualificheranno per le finali e si contenderanno il titolo, mentre le altre nazionali si giocheranno promozioni e retrocessioni da una lega all’altra. Anche la qualificazione per Euro 2020 passerà attraverso la Nations League, almeno nella parte che riguarderà gli spareggi. Una rivoluzione, insomma, della quale avremo modo di riparlare più avanti, per non mettere adesso troppa carne al fuoco.

Si parte allora dalla prima partita del Gruppo 1, che oltre alla Germania e alla Francia, comprende l’Olanda, una delle grandi escluse dall’ultimo mondiale, che come l’Italia ha dunque un’occasione di riscatto in questo nuovo torneo. Nella Lega A, la prima di ogni gruppo andrà ai play off, la terza ossia ultima verrà retrocessa alla Lega B.

Dopo la recente delusione in Coppa del Mondo, la Germania si è dovuta guardare dentro. Ha deciso di farlo ancora con Joachim Loew, chiamato questa volta a scelte drastiche, anche per mettere e tacere quei sussurri e grida che vengono fuori dopo un insuccesso, e parlano di squadre divise, di clan e altre piacevolezze del genere, che però non erano mai risultati quando le cose andavano bene. Anzi, la squadra dava l’impressione di essere unita.

Di sicuro c’è stato un fallimento che alla vigilia non ci si aspettava, anzi la Germania prima del Mondiale russo veniva data tra le principali favorite con il Brasile, altra squadra delusa. Al commissario tecnico confermato nonostante tutto, il compito di analizzarne le cause e trovare i rimedi, che ovviamente passano come sempre avviene per un ricambio generazionale. La fine di un gruppo, nel quale restano alcuni superstiti, e un nuovo inizio. In genere, dopo aver vinto un titolo, c’è il rischio che il CT si “affezioni” ai propri giocatori, accadde anche a Bearzot con i Mondiali del 1986, senza notare qualche appannamento dovuto agli anni.

Magari i più giovani mordono il freno per avere spazio, e qualche problema si crea. Non ha aiutato il caso Ozil, il giocatore di origine turca fortemente criticato per la sua foto con il presidente Erdogan, che alla fine, piccato da tutte queste critiche ha detto addio alla nazionale tedesca, tacciando l’ambiente ed il paese di razzismo. Accuse cui ha risposto Loew nei giorni scorsi, sostenendo che il suo ex giocatore ha esagerato.

Adesso, per forza di cose, si cambia, senza più remore o inconsapevoli debiti di gratitudine, con la fortuna di poter avere a disposizione giovani calciatori già abituati ai palcoscenici internazionali: quello che per l’Italia Mancini lamenta di non avere, alimentando un dibattito interno che non vede tutti concordi.

Abbiamo detto di una Germania che ricomincia. Clima ovviamente diverso per una Francia arrivata al Mondiale tra mille polemiche che investivano soprattutto il commissario tecnico Didier Deschamps, e una vittoria finale contro la rivelazione Croazia, che ha riilanciato i “Blues” e allontanato lo spettro di Zinedine Zidane dalla loro panchina. La conferma di Pogba e l’affermazione di Mbappè (che ora in campionato è alle prese con qualche intemperanza di troppo) sono i due elementi principali emersi dal mondiale per quanto riguarda i vincitori.

Loew ha già una nuova generazione pronta, quella che lui stesso aveva sperimentato con la Confederations Cup vinta nel 2017, la stessa che ha anche conquistato gli Europei Under 21. Il tecnico ha varie opzioni dal punto di vista del modulo: potrebbe confermare il 4-2-3-1 cambiandone in parte gli interpreti, oppure decidere di puntare su una difesa a 3, molto gettonata anche in diversi club italiani di A e B. Il vantaggio è quello di avere due esterni ufficialmente di centrocampo, capaci non solo di arretrare in difesa, ma anche di spingere la squadra all’attacco.

Per ora Loew decide un ritorno, quello del grande escluso dai mondiali Sané (invece il polemico Sandro Wagner difficilmente rivedrà a breve la maglia della Germania), e una serie di nuovi arrivi come Thilo Kehrer, difensore del Paris Saint Germain, Kai Havertz centrocampista del Bayer Leverkusen e Nico Schulz dell’ Hoffenheim. Restano a casa i due juventini Sami Khedira ed Emre Can. Questo gruppo affronterà due partite: non solo questa di Nations League, ma anche l’amcihevole con il Perù in programma domenica 9 settembre. Due test diversi tra loro che però serviranno a Loew per impostare al meglio il lavoro.

C’è un’assenza pesante, nella Francia al suo primo impegno dopo la conquista della Coppa del Mondo, ed è quella del portiere titolare e capitano Hugo Lloris, infortunatosi alla coscia durante un allenamento con il suo club, il Tottenham. Al suo posto Deschamps ha convocato Benjamin Lecomte del Montpellier, ma è evidente che tra i pali della nazionale ci sarà Areola, che non a caso nelle ultime partite del PSG è stato preferito a Gigi Buffon, proprio per consentire all’estremo difensore francese di riprendere confidenza con il pallone ed il gioco in vista di questa partita, e di quella successiva con l’Olanda.

L’assenza di Lloris investe il ct di un altro problema, ossia a chi affidare la fascia di capitano in questa occasione. Deschamps non ha voluto confermare le voci secondo cui potrebbe andare a Paul Pogba, chiamato a sua volta ad una riconferma: l’ex juventino ha brillato ai Mondiali, mentre non succede così al Manchester United, dove peraltro è da tempo ai ferri corti con José Mourinho. Il problema, dunque, è solo il rapporto con l’allenatore portoghese o no? Anche questo è uno dei temi della partita che aprirà la Nations League.

Portiere a parte, va da sé: squadra che vince non si cambia, almeno nell’immediato. Deschamps non si è potuto esimere dalla nuova “patata bollente”, il rosso per un Mbappè troppo nervoso, diciamo così, negli ultimi minuti della partita che il PSG ha vinto a Nimes. Le voci critiche nei confronti del giovane attaccante si sono levate in massa, sostenendo che adesso deve preoccuparsi di migliorare il suo carattere ed imparare a sopportare di più. Ormai i difensori lo conoscono, hanno preso le misure al suo gioco esplosivo, quindi non deve cadere nelle provocazioni.

Deschamps minimizza, anche perché non vorrebbe nuovi casi, soprattutto legati all’uomo che più di ogni altro, per motivi anagrafici, è destinato a incarnare presente e futuro dei “Bleus”: il ct però è d’accordo sul fatto che Mbappè debba controllarsi di più, ma aggiunge che ci arriverà, con le sue qualità e l’intelligenza.

Pochi cambiamenti per il resto, sia pure con l’idea di integrare maggiormente Dembele in un attacco che però al momento sarà quello consueto, con Griezmann, Giroud e Mbappè.

Formazioni: varie ipotesi sulla Germania. Partiamo dal tradizionale 4-2-3-1 di Loew, dove davanti al portiere Neuer la difesa vedrebbe sugli esterni Kimmich e Hector e invece come centrali Boateng e Sule, in mediana Kroos e Goretzka, sulle ali Draxler e Sanè, Muller seconda punta alle spalle di Timo Werner. Se invece il ct optasse per una difesa a tre, ci sono due possibili soluzioni: con un 3-5-2 Hummels sarebbe in difesa con Boateng e Sule, i due terzini passerebbero ovviamente esterni di centrocampo con regista Kroos e mezzeali Goretzka e Brandt. Chiaramente le punte sarebbero Muller e Werner. Con un 3-4-3 ci sarebbe ovviamente il tridente con Sané insieme con gli altri due attaccanti, rinunciando a Brandt.

La Francia invece dovrebbe sperimentare poco, almeno all’inizio: 4-3-3 con Areola portiere, Pavard e Lucas Hernandez terzini, Pavard e Varane difensori centrali, Pogba a centrocampo con Kané e Matuidi, tridente con Griezmann, Giroud e Mbappè.

Ovviamente i precedenti di questa classica sono moltissimi e ci limitiamo a qualche annotazione sui più recenti. Ai Mondiali in Russia le due formazioni non si sono incontrate, mentre nel 2014 in Brasile si erano incrociate ai quarti di finale, ovviamente aveva vinto 1 a 0 la Germania poi campione del mondo.

Dopo questa partita ci sono stati solo tre confronti diretti, due dei quali in amichevole: nel novembre 2015 aveva vinto la Francia 2 a 0, mentre due anni dopo la partita si era chiusa sul 2 a 2. In mezzo, il 7 luglio 2016, la semifinale degli Europei vinta 2 a 0 dalla Francia padrona di casa e arbitrata dal nostro Nicola Rizzoli. Decisivo in quella occasione Griezmann, autore di un gol su rigore e uno su azione.

Germania – Francia pronostico

Germania – Francia: si tratta di una classica da 1/2. In genere, una grande desiderosa di riscatto fa propria la sfida con i campioni del mondo appena laureati, tanto per motivi di orgoglio, quanto perché dall’altra parte subentra un certo appagamento dopo il titolo conquistato. Per cui i tedeschi, anche se in ricostruzione, si fanno preferire. Teniamo tuttavia presente che non si tratta di un’amichevole, ma di un torneo nel quale passa solo la prima di ogni girone. Questo, da una parte o dall’altra, può fare la differenza.

Germania – Francia quote scommesse*

Bet365: Germania 2,50/ pareggio 3,30/ Francia 2,80
Unibet: Germania 2,50/ pareggio 3,35/ Francia 2,85
(Quote scommesse del 05/09/2018 alle ore 05:40)

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Pronostico Francia – Croazia Quote scommesse Mondiali 2018

Francia - Croazia, Mondiali 2018

Partita: Francia – Croazia Mondiali 2018
Data: 15/07/2018 – ore 17:00
Pronostico di scommesse: Francia
Quota: 1,95* (del 12/07/2018 alle ore 16:30)
Bookie: Bet365

Siamo alla fine di questi Mondiali di calcio 2018, così ricchi di sorprese in assoluto e altrettanto pieni di rimpianto per un’Italia costretta a guardarli dal teleschermo, o sentirli alla radio, e di vivere con i “se e i ma” di chi pensa che avrebbe potuto fare bella figura. Competizione insidiosa, quella russa, che ha visto cadere una dopo l’altra le principali favorite della vigilia per la vittoria finale, tutte tranne una: la Francia che affronterà la Croazia per la conquista della Coppa FIFA, domenica 15 luglio 2018 alle 17.00 italiane, alla “Luzhniki Arena” di Mosca dove i mondiali si concluderanno.

La nazionale di tradizione, contro quella a sorpresa che tra l’altro è piena di giocatori che ammiriamo nel nostro campionato, e che vogliamo pensare che proprio nelle loro squadre abbiano trovato il modo di migliorarsi. Adesso la Croazia, per la prima volta nella sua storia, a meno di un quarto di secolo dalla sua indipendenza dalla Jugoslavia, cerca di conquistare il mondiale di calcio. Con un ricordo da cancellare, quello del primo confronto con i francesi, datato 8 agosto 1998, i mondiali erano quelli che si giocavano proprio in patria, gli unici vinti dalla formazione transalpina, che in finale sconfisse il Brasile.

Quella con i croati era la semifinale, risolta da una doppietta di quel grande campione francese, che a lungo militò nella Juventus e si chiama Lilian Thuram. Adesso ci si ritrova esattamente vent’anni dopo, e la posta in gioco è ancora più importante.

Quanto alla nazionale francese, sulla carta evidentemente favorita per tradizione e storia, ci sono state polemiche per il suo gioco poco spettacolare. È una vecchia storia che spesso riguarda anche gli italiani: molti vorrebbero lo spettacolo, salvo poi lamentarsi se non si vince. Altri invece si prendono la vittoria, anche se questa è poco spettacolare. E ai Mondiali soprattutto, così come nelle altre competizioni, a nessuno piace perdere. Così chi lascia spesso si lamenta, piagnucola, polemizza, difficilmente riconosce la superiorità dell’avversario quando la posta in gioco è altissima. Ci auguriamo che, comunque vada a finire, questa volta non sia così, e chi perderà il mondiale riconosca i meriti degli altri. Un poco di spirito di sportività sarebbe tanto gradito, e ci permettiamo di dire non solo nello sport.

Come le due squadre arrivano a questa finale? La Francia, come si ricorderà, ha cominciato con qualche mugugno interno, e con la pesante ombra di Zinedine Zidane che, avendo appena lasciato la guida del Real Madrid, cominciava a manifestarsi alle spalle di Didier Deschamps. Il quale non ha nascosto di esserne infastidito, ma ha tirato dritto, sperando in una reazione sul campo.

La Croazia, invece, guidata dal “ripescato” Zlatko Dalic che ha sostituito Ante Cacic dopo risultati troppo deludenti, si è ritrovata subito una gatta da pelare, tra l’altro con un altro giocatore che milita nel campionato italiano, anche se il Milan sta cercando di venderlo: Nikola Kalinic è stato rispedito a casa dopo la partita di esordio, su decisione del CT il quale non apprezzava molto i suoi atteggiamenti che rischiavano di dividere il gruppo.

Quel gruppo che, sia per la Croazia che per altre nazionali come il Belgio o la Svezia che non ha chiamato Ibrahimovic, quel gruppo che in questi mondiali si è dimostrato fondamentale, a scapito di molti dei grandi campioni che non hanno saputo con i loro assoli portare le squadre in dirittura d’arrivo, fatta eccezione proprio per l’astro nascente francese Mbappé.

Ma si diceva di Kalinic: la “pietra dello scandalo” è stato il rifiuto di scendere in campo, adducendo malanni alla schiena (lo aveva già fatto) negli ultimi minuti della partita con la Nigeria, al posto di Mandzukic. In questo e altri atteggiamenti visti in allenamento, l’attaccante del Milan aveva palesato una certa insofferenza per essere una riserva, un rincalzo. Dalic non ha fatto una piega, spiegando che a lui i giocatori che subentrano servono evidentemente integri, senza acciacchi o malanni, e lo ha rispedito in patria sul primo aereo, a costo di rimanere con 22 giocatori, dato che in questo caso non è contemplato sostituire qualcuno della rosa.

Così facendo, evidentemente, il commissario tecnico ha visto giusto per il bene di un gruppo che, a sorpresa e in rimonta per quanto riguarda la semifinale, è arrivato a un passo dalla conquista del titolo e adesso affronta la Francia. Adesso Kalinic dovrà evidentemente dimostrare a tutti, praticamente al mondo, che le cose non stavano così e dovrà farlo con i fatti, nella prossima squadra in cui giocherà, che sia il Milan o un’altra. Anche perché difficilmente, a breve e con questo allenatore, sarà nuovamente convocato dalla Nazionale.

Ripercorriamo il cammino delle due formazioni: la Francia ha una striscia positiva di dieci partite senza sconfitte, comprendendo evidentemente quelle disputate in questa competizione, a partire dal 2 a 1 con l’Australia, cui è seguito l’1 a 0 con il Perù e il contestatissimo zero a zero con la Danimarca che ha cristallizzato le prime due posizioni del Gruppo C. Non si può definire un biscotto, magari una specie di “tartina”…

Primi del girone, i “Bleus” hanno vinto nei minuti regolamentari le tre partite a eliminazione diretta che sono seguite: agli ottavi hanno rispedito a casa l’ambiziosa e contestata Argentina con un 4-3 che si è appena liberata, scigoliendo una vertenza difficile con tanto di contratto oneroso, dell’ “odiato” commissario tecnico Jorge Sampaoli, con tutte le conseguenze del caso evidentemente. Ai quarti ha battuto 2-0 l’Uruguay del grande e commovente Oscar Washington Tabarez, per il quale l’assenza di Cavani in questa partita si è dimostrata penalizzante oltremisura.

Un grande campione uruguayano del passato come Daniel Fonseca, ha detto senza mezzi termini e pur apprezzando Tabarez, che con un modulo diverso dal 4-4-2 si potrebbero schierare altri talenti, senza dover dipendere per forza da Suarez e Cavani. Ma questi sono i discorsi del dopo, la realtà dei fatti è che la Francia ha passato il turno, regolando successivamente il Belgio con un 1 a 0 che ha fatto arrabbiare gli esteti del calcio, gli stessi belgi (rivali storici dei transalpini e non solo nel calcio) e quell’ampia parte di italiani che per tanti motivi avrebbero preferito vedere in finale i “Diavoli rossi” e che, qualificatasi la Francia, si erano subito attaccati all’Inghilterra. Solo che…

Solo che l’ennesima sorpresa è arrivata da una Croazia che ha tolto ai “Tre Leoni” la possibilità di conquistare il loro secondo titolo mondiale, dopo quello con il famosissimo gol fantasma di Geoff Hurst. E in grande spolvero si sono dimostrati l’interista Ivan Perisic e lo juventino Mario Mandzukic, ulteriormente caricato dalla prospettiva di poter giocare nel proprio club con Cristiano Ronaldo. L’uomo in maggiore evidenza è naturalmente il capitano Luka Modric. La Croazia arriva più affaticata rispetto ai francesi, dato che in tutte e tre le partite a eliminazione diretta ha dovuto disputare i supplementari, e nelle prime due di esse anche i rigori.

La Croazia era inserita nel Gruppo D, che ha vinto a punteggio pieno: prima ha sconfitto la Nigeria 2 a 0, con a margine la vicenda di Kalinic di cui abbiamo parlato in precedenza, poi ha asfaltato l’Argentina con un 3 a 0 senza attenuanti, infine ha rispedito a casa con un 2 a 1 l’Islanda, che non ha suscitato molto altro a parte la simpatia di una nazionale di questo tipo che si affaccia al mondiale.

Agli ottavi ha sconfitto ai rigori la Danimarca, ai quarti sempre in virtù dei penalty ha costretto i padroni di casa russi a salutare il proprio pubblico, infine in semifinale ha rimontato ai supplementari l’Inghilterra, delusa e relegata alla finalina per il podio contro il Belgio.

In questi Mondiali la Francia ha segnato dieci gol subendone soltanto quattro, mentre la Croazia – escludendo ovviamente quelli segnati nella “lotteria dei rigori” – ne ha messi a segno undici, insaccandone quattro. Nei “Bleus” si è imposto senza ombra di dubbio Mbappé, non più astro nascente ma giovane solida realtà del PSG, ma parlando di solidità lo è un po’ tutta la squadra, con giocatori di esperienza come Griezmann o Giroud nelle zone avanzate, una difesa che sa fare il proprio mestiere, un centrocampo con Pogba e Kanté. Senza dimenticare naturalmente il portiere Lloris, che è il capitano della nazionale.

L’unico errore che potrebbe compiere questa nazionale è quello di cadere nella “grandeur” francese, che già in alcuni articoli di stampa dimostra un sentimento come se il mondiale si fosse già vinto. Perché la Croazia proprio non è cliente facile: vista dalla testa alla coda, cioè dal portiere Subasic al terminale offensivo Mandzukic questa squadra non ha punti deboli, e il 4-2-3-1 con il quale viene schierata garantisce molte soluzioni offensive senza perdere di vista la difesa.

Andiamo allora ad ipotizzare le probabili formazioni, considerando che nelle due rose sono tutti abili e arruolati, compreso Mbappé che ha qualche problema alla schiena. Facile che i due schieramenti siano speculari. Davanti a Lloris, la Francia dovrebbe schierare come terzini Pavard e Hernandez, difensori centrali Pavard e Varane, Pogba e Kanté in mediana, sulle fasce Mbappé e Matuidi, Griezmann alle spalle del terminale offensivo Giroud.

Subasic ovviamente difende la porta croata, terzini Vrsaljko e Strinic, difensori centrali Lovren e Vida, in mediana Rakitic e Brozovic, sulle fasce Rebic e Perisic, Modric alle spalle di Mandzukic che naturalmente guida l’attacco balcanico.

La Croazia non ha mai sconfitto la Francia nei cinque precedenti. Il primo lo abbiamo raccontato ed è la semifinale mondiale del 1998. Poi ci sono state due amichevoli, entrambe vinte dai “Bleus”, il pareggio 2 a 2 nel confronto all’interno del girone eliminatorio di Euro 2004. L’ultimo confronto diretto, di nuovo in amichevole, risale al 2011 e si concluse senza reti.

Francia – Croazia pronostico:

Francia – Croazia: chiaramente la Francia è favorita su ogni tipo di pronostico. La Croazia però quest’anno è forte e quindi la squadra di Deschamps dovrà stare molto attenta. La finale si preannuncia tutta da vedere e il pronostico è naturalmente 1.

Francia – Croazia quote* scommesse con Bet365
Francia 1,95/ pareggio 3,30/ Croazia 4,75

(Quote scommesse del 12/07/2018 alle ore 16:30)

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Analisi Francia – Croazia Quote scommesse Mondiali 2018


Data: 15/07/2018 – ore 17,00
Bookie: Bet365

Ci siamo: tutto è pronto per la finale dei Mondiali 2018 che sarà Francia Croazia (1,90 – 3,30 – 5,00) . L’appuntamento è per domenica 15 luglio alle ore 17.00 italiane allo stadio Luzhniki di Mosca . Una certezza, la Francia, contro una sorpresa, la Croazia che pur avendo avuto bisogno dei supplementari in tutte e tre le partite ad eliminazione diretta degli ottavi, dei quarti e delle semifinali (quota 6,50 se anche questa gara si deciderà ai supplementari) ha convinto con la tecnica dei suoi uomini più rappresentativi. Gli uomini di Didier Deschamps hanno avuto invece un cammino più lineare e, nonostante la grande qualità in attacco, stanno vincendo soprattutto con la difesa.
La Croazia è stata una delle migliori squadre della fase a gironi. Sorteggiata in un gruppo sulla carta non facile – con Argentina, Nigeria e Islanda – ha vinto tutte le partite e si è qualificata agli ottavi di finale in scioltezza. In particolare la Croazia ha fatto una gran partita contro l’Argentina, vinta 3-0. Poi però si è capito che oltre ai meriti della Croazia c’erano da considerare anche i tanti limiti dell’Argentina, che poi è stata presa a pallate dalla Francia negli ottavi di finale.
Superato in modo brillante il girone, la Croazia non è poi più riuscita a vincere una partita nei novanta minuti di gioco regolamentari. Ha vinto ai calci di rigore sia contro la Danimarca che contro la Russia. I tempi regolamentari sono finiti 1-1 in tutte e due le occasioni, con la sola differenza che il risultato finale dopo i supplementari con la Russia è stato 2-2. Anche la semifinale contro l’Inghilterra è finita 1-1 al novantesimo, ma stavolta la Croazia ha avuto la forza e la determinazione di vincere ai tempi supplementari grazie a un gol di Mandzukic.
Se la Croazia è stata costretta a giocare 360 minuti di gioco contro Danimarca, Russia e Inghilterra, la Francia pur affrontando avversarie sulla carta più competitive (Argentina, Uruguay e Belgio) ha sempre chiuso la pratica nei novanta minuti di gioco. E rispetto alla Croazia ha giocato anche un giorno prima la semifinale, motivo per cui ha avuto ventiquattro ore in più per recuperare.

La mente corre alla semifinale del 1998, quando la Croazia – allora nuova realtà nel panorama del pallone europeo – stupì il mondo intero arrivando fra le prime quattro dopo avere rifilato nei quarti un clamoroso 3-0 alla Germania campione d’Europa in carica. Era la Nazionale che arrivò in Francia fino alla semifinale contro i padroni di casa, che invece ai quarti avevano eliminato ai calci di rigore l’Italia. Fu proprio la Croazia a passare in vantaggio per prima con il gol di Davor Suker al 46’, ma immediato giunse il pareggio di Lilian Thuram, che quella sera visse la notte più bella della sua carriera, con una doppietta.

La Francia dovrebbe scendere in campo con il 4-2-3-1 con Lloris a protezione dei pali della propria porta. La linea difensiva dovrebbe essere formata, da destra a sinistra, da Pavard, Varane, Umtiti ed Hernandez. A centrocampo scelte scontate con i titolarissimi Pogba e Kantè a garantire copertura e dinamismo in fase offensiva. Nel reparto avanzato c’è forse l’unico dubbio di Deschamps che deve valutare le condizioni di Matuidi, uscito acciaccato dalla semifinale contro il Belgio. Il giocatore della Juventus dovrebbe tuttavia essere della partita e operare insieme a Mbappè (primo marcatore della finale a quota 6,00) e Griezmann alle spalle della punta centrale Giroud.

Modulo speculare per i croati. La probabile formazione che verrà schierata dal primo minuto non dovrebbe prevedere dei cambi rispetto alle uscite precedenti, nonostante gli ultimi 3 turni abbiano visto gli uomini di Dalic disputare sempre almeno i tempi supplementari.
In porta dovrebbe quindi esserci ancora Subasic protetto da una retroguardia composta da Vrsaliko, Lovren, Vida e Strinic. In mezzo al campo conferme per Rakitic e Brozovic mentre in attacco Mandzukic dovrebbe essere il riferimento centrale con Rebic, Modric e Perisic (quota 10,00 se sarà lui a sbloccare il match della finale ) alle sue spalle.

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Analisi Francia – Belgio Quote scommesse Mondiali 2018


Data: 10/07/2018 – ore 20,00
Bookie: Bet365

E’ una grande classica ma nessuno, o pochi, si aspettava di vederle scendere in campo in una semifinale di questi Mondiali di Russia. E’ il momento di Francia – Belgio (2,55 – 3,25 – 3,10). Se sulla Francia hanno scommesso infatti in molti, sul Belgio in pochi avrebbero speso un solo Euro ipotizzando un cammino così brillante. E invece sotto i suoi colpi è caduto addirittura il Brasile. Questo confronto è sicuramente il più atteso di sempre tra gli incroci delle due nazionali. I galletti e i diavoli rossi sono pronti a sfidarsi a San Pietroburgo ed in palio c’è un posto per la finale. Per i transalpini è la sesta semifinale della storia e, ovviamente, quella che Les Bleus (11,00 la vittoria ai tempi supplementari) ricordano più volentieri è quella del mondiale casalingo del 1998 che portò alla Francia il primo e finora unico titolo di Campione del Mondo. Il bilancio complessivo è di 2 vittorie (contro la Croazia nel 1998 e contro il Portogallo nel 2006) e tre sconfitte (contro il Brasile nel 1958 e contro la Germania Ovest nel 1982 e 1986).
Il Belgio (11,00 la vittoria dopo i calci di rigore) è alla seconda semifinale della sua storia: in occasione della prima nel 1986 venne sconfitto dall’Argentina.

Francia e Belgio si sono affrontate due volte alla fase finale di un campionato del mondo. La prima risale al lontano 1938, sfida ad eliminazione diretta del primo turno vinta 3-1 dai transalpini. Il secondo precedente iridato è la finale per il terzo posto del 1986 in cui la Francia vinse 4-2 dopo i tempi supplementari. Ci sono inoltre quattro sfide valide per le qualificazioni ai Mondiali (1958 e 1982 le edizioni iridate) con due vittorie francesi, una del Belgio ed un pareggio.

Nel 1984 le due nazionali si sfidarono nella fase a gironi del Campionato Europeo, la Francia vinse 5-0 con Michel Platini mattatore assoluto, autore di una tripletta. Relativamente alle qualificazioni europee, il bilancio sorride al Belgio che in quattro sfide (valide per gli Europei del 1968 e 1976) ha vinto due volte, più due pareggi. Contando anche le amichevoli, la prima disputata nel 1904, il bilancio complessivo è favorevole ai belgi: i match sono stati 73 con 30 successi dei diavoli rossi, 24 dei francesi e 19 pareggi.

Deschamps e Martinez non dovrebbero cambiare di molto le formazioni che hanno sconfitto Uruguay e Brasile nei quarti di finale. Tra le file francesi tornerà Matuidi, assente per squalifica nella partita contro gli uruguaiani . Il modulo dovrebbe essere il canonico 4-3-3 con Lloris in porta (3,25 se verrà premiato come miglior portiere del torneo), Pavard, Varane, Umtiti ed Hernandez a comporre la linea difensiva. A centrocampo, come anticipato, il recuperato Matuidi dovrebbe tornare al suo posto accanto a Pogba e Kanté, in attacco il tridente Mbappé (capocannoniere del Mondiale a quota 26,00), Giroud e Griezmann.

Sembra invece scontato che Martinez voglia schierare gli uomini che gli hanno permesso di realizzare la rimonta miracolosa negli ottavi ai danni del Giappone e che hanno sbaragliato il favoritissimo Brasile nei quarti. Dunque, spazio al 3-5-2 molto versatile del tecnico spagnolo con Courtois tra i pali, Alderweireld, Kompany e Vertonghen in difesa. A centrocampo Meunier e Chadli dovrebbero agire sulle corsie esterne con in mezzo la qualità, ma anche la quantità di Fellaini e Witsel. In avanti De Bruyne dovrebbe supportare le punte Lukaku (capocannoniere del Mondiale a 11,00) ed Hazard.

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Pronostico Francia – Belgio Quote scommesse Mondiali 2018

Francia - Belgio, Mondiali 2018

Partita: Francia – Belgio Mondiali 2018
Data: 10/07/2018 – ore 20:00
Pronostico di scommesse: Francia
Quota: 2,54* (del 07/07/2018 alle ore 22:30)
Bookie: Bet365

E adesso, ci siamo arrivati. Siamo alle semifinali dei Mondiali di calcio 2018, Francia contro Belgio e Croazia contro Inghilterra. Le prime quattro del mondo, almeno in questo momento storico, sono al penultimo atto, quello che porterà le due vincitrici alla finale per la conquista del titolo, e le altre due alla cosiddetta “finalina”, o finale di consolazione per decidere il terzo e quarto posto di questa edizione. Qualcuno aveva pensato di abolire questa finale, ma in fondo è una partita in più, comunque vissuta e combattuta, che fa sì che anche chi esce sconfitto dalle semifinali completi in qualche modo il suo percorso nel mondiale.

Il primo dato da sottolineare è che comunque vada a finire, questa edizione andrà ad una squadra europea, dopo l’uscita di scena dell’Uruguay e del Brasile. Nel primo caso – ne parleremo tra poco – sicuramente l’esperienza è stata positiva, mentre in quello dei “Verdeoro” la bocciatura pesa, per una squadra che ha vinto cinque volte il titolo e che sembrava tornata in grande spolvero sotto la guida di Tite, in tutta la fase precedente al mondiale russo. Ma poi, quando si è trattato di arrivare al dunque, un po’ i piagnistei di Neymar, un po’ l’imponderabile che aleggia sempre sulle più importanti competizioni calcistiche, alla fine il Brasile ha salutato anzitempo gli stadi russi.

A eliminare queste due squadre sono state, rispettivamente, Francia e Belgio che si incontrano nella prima semifinale, prevista alle 20.00 italiane di martedì 10 luglio 2018, allo stadio di San Pietroburgo. Secondo i bookmakers, è verosimile che chi uscirà vincitore da questo confronto possa poi aggiudicarsi il mondiale, o almeno in questo senso vanno le quote. È un fatto che di tutte le principali favorite, siano le uniche due rimaste in corsa, considerando che l’Inghilterra anche in antepost aveva quote più alte rispetto a loro.

La Francia ha battuto seccamente l’Uruguay ai quarti di finale. L’assenza di Cavani ha inciso in modo determinante, in termini di qualità ed esperienza, nella formazione guidata da un commovente Oscar Washington Tabarez. Ma si può dire che, al di là proprio della qualità e dell’esperienza dei “Bleus”, si è affermata definitivamente la nuova stella di Mbappé, che a questo punto, in prospettiva, inizierà ad insidiare anche Messi e Cristiano Ronaldo che da anni sono i soli candidati e vincitori dei vari Palloni d’Oro. Al giovane attaccante del Paris Saint Germain servirà anche l’esperienza di campo acquisita in questo mondiale, dove ha capito dall’atteggiamento dei difensori uruguayani che non è il caso di imparare proprio tutto dal compagno di club Neymar…

Se poi vogliamo vedere il pelo nell’uovo, l’Uruguay ci ha anche messo del proprio, con la papera determinante del portiere Muslera, che non ha trattenuto la palla del secondo gol, segnato da Griezmann, mentre il primo era stato di Varane. Certamente la squadra di Deschamps non aveva bisogno di questi regali, anche perché ha mostrato durante questo mondiale una maturità importante rispetto al recente passato, che ne fa una delle candidate al successo finale, probabilmente in questo momento la più autorevole, salvo essere smentiti dal campo nella prossima, decisiva gara.

Definire rivelazione il Belgio sarebbe davvero riduttivo. Piuttosto, alcuni esperti lo avevano sottovalutato nella prima fase di questo mondiale, sottolineando la non convocazione di Nainggolan, quando invece, davvero, questa formazione si è dimostrata forte e capace anche di variazioni e cambi al suo interno. Molti, nel Paese, pensano che possa essere la volta buona per vincere la prima Coppa del Mondo. Di certo, si vorrebbe almeno migliorare quello che a oggi è il risultato più alto di questa nazionale, ossia il quarto posto ai Mondiali del 1986, perdendo proprio con la Francia la finale di consolazione.

Con questi giocatori e con Roberto Martinez alla guida, si può sognare e sperare, specie dopo la vittoria sul Brasile, grandi protagonisti Eden Hazard, Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne, oltre al portiere Courtois che ha salvato il risultato alla fine, quel 2 a 1 preziosissimo che rispedisce i “Verdeoro” a casa e continua il mondiale dei belgi. Il tutto lasciando in panchina Dries Mertens. Come dire che le soluzioni per Martinez ci sono.

E a questo punto, eccoci alle possibili formazioni, cominciando dalla Francia che ritrova Matuidi dopo la squalifica. Sarà Tolisso a lasciargli il posto. 4-3-3 con Lloris tra i pali, terzini Pavard e Hernandez, difensori centrali Varane e Umtiti, Kantè in regia con Matuidi e Pogba mezzeali, tridente con Mbappé, Giroud e Griezmann.

Nel Belgio manca per squalifica Meunier, assenza che Martinez potrebbe risolvere spostando sulla destra Chadli (che ha un problema a un polpaccio, ma dovrebbe esserci) e inserendo Carrasco come esterno sinistro. Altra ipotesi è quella di arretrare Hazard e affiancare Lukaku davanti con Mertens. Indichiamo dunque un 3-5-2 con Courtois in porta, difesa con Alderweireld, Kompany e Vertonghen in difesa, Chadli ed Eden Hazard esterni, De Bruyne in mediana con Fellaini e Witsel mezzeali, Mertens e Romelu Lukaku a comporre la coppia di attacco.

Francia – Belgio è naturalmente una classica. La prima volta le due squadre si incontrarono ai mondiali del ’38, poi a quelli del ’56 e vinsero sempre i transalpini. Il primo successo belga risale a dieci anni dopo, alle qualificazioni per gli Europei del 1968. L’ultima volta le due squadre si sono affrontate in amichevole nel 2015 con vittoria belga per 4 a 3. Complessivamente, i precedenti sono sedici: entrambe hanno vinto cinque confronti, ovviamente sono sei i pareggi anche se uno risale alla finalina dei mondiali del 1986, vinta dai francesi ai supplementari.

Francia – Belgio pronostico:

Francia – Belgio: questa è la classica partita da tripla, dove tutto può succedere, come del resto abbiamo visto durante questo mondiale. Leggermente favorita la squadra francese, per ragioni di classe ed esperienza, e perché ha un Mbappé in più, ma sarà il campo a dare il suo responso.

Francia – Belgio quote* scommesse con Bet365
Francia 2,54/ pareggio 3,20/ Belgio 3,10
(Quote scommesse del 07/07/2018 alle ore 22:30)

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